F4U - Mimmo: passione US Naval Aviation

Mimmo: passione U.S. Naval Aviation
Sea, sky technology, efficiency; what else?
This is an aircraft static modeling site, with no profit aim,
dedicated to the U.S. Naval Aviation.
It consists in a virtual museum of my hand-crafted models.
Mare, cielo, tecnologia, efficienza; cos'altro?
Questo è un sito di modellismo aeronautico statico, senza fini di lucro, dedicato alla Aviazione della Marina Statunitense.
Esso consiste in un museo virtuale dei miei modellini fatti a mano.
Mimmo: passione U.S. Naval Aviation
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PB4Y-2 Privateer, intere giornate sull'oceano
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#1
Pubblicato da Mimmo - 4/3/2019
Chance Vought F4U Corsair
l Vought F4U Corsair fu il vincitore di una gara per un caccia di alte prestazioni indetta nel 1938, quando gli Stati Uniti incominciarono ad attrezzarsi per la minaccia del Giappone.
Ne risultò un progetto particolarmente indovinato, figlio di un'epoca in cui le strutture a guscio in alluminio erano già ben consolidate. Il motore previsto, il Pratt & Whitney R-2800, allora anch'esso in fase di sviluppo, prometteva ben 2000 HP di potenza ed il velivolo venne di dimensioni generose e ben robusto, il che gli permetteva un buon armamento, una buona autonomia ed il posto di pilotaggio blindato. Con un carico alare di soli 220 Kg/mq ed un rapporto peso/potenza di poco più di 3 kg/HP, il Corsair era veloce ed agile, insomma un capolavoro.
L'elica era ben grande, per assorbire tutta quella potenza, e doveva essere tenuta lontana da terra, allora, per non avere carrelli troppo lunghi e pesanti, si pensò di dotare l'ala della caratteristica forma "a gabbiano rovesciato"; i carrelli furono piazzati proprio nel gomito, cioè nel punto più basso, e quindi li si potè fare corti e robusti. Tra l'altro essi erano ben lontani fra loro e così furono superati anche i problemi di careggiata stretta che avevano i Buffalo ed i Wildcat.
Tutto questo era accompagnato da una producibilità piuttosto semplice con ala e fusoliera costruite a parte e poi giuntate tra loro. L'ala, pur essendo bassa, usciva quasi perpendicolarmente alla fusoliera con un giunto pulitissimo che non richiedeva carenature di raccordo.
All'inizio, però, la Marina fu piuttosto restia all'uso imbarcato, perchè la posizione molto arretrata del pilota non gli dava buona visibilità nelle fasi del volo ad alta incidenza; l'abitacolo fu sollevato ed il tettuccio assunse la particolare forma bombata che caratterizzò il Corsair. Dopo un lungo periodo in cui, basato a terra, l'F4U diede una buona prova di sé, quando le procedure di appontaggio furono ben consolidate, l'uso a bordo delle portaerei fu finalmente autorizzato, nel 1944. Gli Inglesi lo avevano già impiegato sulle loro portaerei, nella campagna di caccia alla corazzata tedesca Tirpitz.
Gli Americani investirono molto su quest'aereo che, tra il 1942 ed il 1952, fu prodotto (da tre aziende diverse: Vought, Brewster e Goodyear) in poco meno di 7500 esemplari, in parecchie versioni di cui le più importanti furono la -1, la -4 e la -5 con tutte le loro sottovarianti, anche notturne. Le ultime versioni furono la AU-1, per i Marines, e la -7 per i Francesi, entrambe specializzate per l'attacco al suolo, con motori che raggiunsero i 2300 HP.
Il Corsair fu, tra i caccia ad elica, uno dei più longevi e rimase in servizio dieci anni, che, per l'epoca, fu un bel record.
I due modelli rappresentano esattamente la prima e l'ultima versione del Corsair, fra loro c'è infatti una distanza temporale di dieci anni. Il -1 apparteneva al VF-17, il primo squadrone della Navy a impiegarlo (insieme al VMF-124 dei Marines); il -5N, invece, fu usato come caccia notturno dal VC-3 in Corea, ed il tenente Guy Bordelon, ai comandi dell'NP-21, fu protagonista della sua quinta vittoria in quella guerra, il che ne fece un asso.
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