RA-5C - Mimmo: passione US Naval Aviation

Mimmo: passione U.S. Naval Aviation
Sea, sky technology, efficiency; what else?
This is an aircraft static modeling site, with no profit aim,
dedicated to the U.S. Naval Aviation.
It consists in a virtual museum of my hand-crafted models.
Mare, cielo, tecnologia, efficienza; cos'altro?
Questo è un sito di modellismo aeronautico statico, senza fini di lucro, dedicato alla Aviazione della Marina Statunitense.
Esso consiste in un museo virtuale dei miei modellini fatti a mano.
Mimmo: passione U.S. Naval Aviation
Potete zoommare e clikkare sulle foto se volete
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North American RA-5C Vigilante
TIPO / TYPE
RA-5C Vigilante
COSTRUTTORE / MANUFACTURER
NORTH AMERICAN
EPOCA / YEAR
1968
ESEMPLARE / SAMPLE
Buno 149276; AB-602; RVAH-14; USS J.F. Kennedy
RIFERIMENTO / REFERENCE
Come da scatola
CARICHI ESTERNI / EXTERNAL STORES
  • serbatoi carburante (2x)
  • flash pod autoalimentato
 
RAFFIGURAZIONE / DEPICTION
in manutenzione

SCATOLA (ACQUISTO) / KIT (PURCHASE)
"RA-5C Vigilante", Airfix injected plastic - art. 04012 (1977)
LAVORO / WORK
PARTI AGGIUNTIVE / AFTERMARKET PARTS
-
DECAL AGGIUNTIVE / AFTERMARKET DECALS
-
COMPLETAMENTO / COMPLETION
#3   -   1982
LAVORO DI CORREZIONE
scultura
  • paratia longitudinale interna alla fusoliera per allinearne i bordi delle due metà (W)
sagomatura di laminati
  • pannelli esterni prese d'aria motori (la forma del bordo esterna era errata) (P)o
taglio [riassemblaggio] di parti originali
  • baie carrelli: spostamento punti di aggancio carrelli principali
LAVORO DI ARRICCHIMENTO
formatura a caldo di laminati plastici
  • sportello avionica superiore
scultura
  • equipaggiamenti avionici (W)
  • pod flash subalare (sx) (P)
formatura a freddo di laminati metallici
  • cinture di sicurezza (Al)
sagomatura di laminati
  • sediolini (2x) (P)
  • HUD (P)
  • specchietti retrovisori (Al)
  • cruscotti (2x) (P)
  • consolle laterali, paratie e pannelli abitacolo (P)
  • portello avionica inferiore (P)
  • diruttori alari (12x) (P)
  • centine alari visibili (P)
  • compassi antitorsione  carrelli (P)
fili (piegati o meno)
  • dettagli sediolino (Cu)
  • attuatori tettucci (P & Cu)
  • dettagli carrelli e vani (Cu)
  • attuatori diruttori (Cu)
  • tubo di Pitot (ST)
taglio [riassemblaggio] di parti originali
  • tettucci (2x)
  • vani avionica (2x)
  • vani diruttori alari
  • flap deflessi
  • slat deflessisto
COLORAZIONE
superfici superiori
Grey FS 36440
Humbrol 64

EB
superfici laterali
superfici inferiori
White FS 17925
Humbrol 22

carrelli e vani
White FS 17925
Humbrol 22
vani aperti
Red FS 11136
Humbrol 20
prese d'aria motore
White FS 17925
Humbrol 22
abitacolo
Grey FS 36231
Black FS 27038
Humbrol 64
Humbrol 33
imbottiture
Orange FS 22197
Humbrol 66

TECNICA COLORAZIONE STRUTTURA TETTUCCIO /
CANOPY STRUCTURE PAINTING TECHNIQUE
smalti a pennello / brushed enamels
LA SCATOLA / THE KIT
materiale
buono, ben lavorabile
finitura
liscio con pannelli in rilievo
dimensioni
buone
giunzioni
bordi non allineati sulla mezzeria della fusoliera, necessaria una paratia trasversale di rinforzo
dettagli
poveri
decals
sufficienti
DIFETTI
  • forma sbagliata dei pannelli esterni delle prese d'aria motori, nel modello erano dritti, come quelli interni, ma nella versione -C presentavano un angolo
  • i carrelli principali erano forniti nella configurazione estesa di volo e andavano accorciati; oggi non avrei paura di farlo, ma all'epoca non ero attrezzato e preferii spostare il buco di installazione nel vano in una posizione più elevata
RIVISTE
All'epoca una recensione del kit parlò del problema delle prese d'aria, ma non di quello del carrello, che era senz'altro più grave; mi chiesi se i recensori li montassero i modelli, o se si limitassero a dargli solo un'occhiata
GIUDIZIO GLOBALE

A DIRE LA VERITA' IL MODELLO ERA UN PO' SCARSINO, CON COMPLETA ASSENZA DI DETTAGLI INTERNI ALL'ABITACOLO; TUTTAVIA CREDO CHE ALLORA FOSSE PROPRIO L'UNICO DISPONIBILE
LA REALIZZAZIONE

  • L'abitacolo mi sembra venuto bene
  • anche per flap, slat e diruttori si può parlare di un buon lavoro
  • in generale tutte le parti aggiunte sono soddisfacenti
  • ll colore grigio Humbrol 64 è sbagliato perché non replica esattamente il Grigio FS 36440, che è un po' più chiaro ed è giallognolo
  • per molto tempo non ho usato la verniciatura finale di sigillatura, anche in questo modellino le decalcomanie si stanno ingiallendo

  • Non sono riuscito ad eliminare totalmente il difetto dei carrelli troppo lunghi, il modello mi sembra essere meno inclinato di quanto lo fossero i velivoli a terra
La mia esperienza stava aumentando, ma molto c'era ancora da fare. Credo di essere riuscito a valorizzare un modello veramente "basico". Per quanto riguarda l'Humbrol 64, anche questa volta sono riuscito ad ottenere una finitura matta, ma non addirittura scabra.

Sono affezionato a tutti i miei modellini, anche a quelli meno riusciti, e poi, sapete una cosa? Sono attaccato anche alla Airfix, con la quale sono cresciuto ed alla quale bisogna riconoscere di essersi sempre avventurata in soggetti poco popolari.
Il Vigilante, nato come A-5A, era stato acquisito come un aereo da attacco al suolo, quindi di uso tattico, ma in realtà era un vero e proprio bombardiere, dal momento che, velocissimo e di lunga autonomia, poteva colpire il nemico ben al di là della linea del fronte, addirittura con armi nucleari, secondo un criterio strategico.
Con l'introduzione dei missili balistici nucleari lanciati dai sommergibili, si decise di escludere il bombardamento strategico dai compiti dell'Aviazione di Marina, perciò l'intero programma fu convertito alla missione di ricognizione fotografica, che pure necessitava di grandi velocità ed autonomia.
Quando entrò in servizio, nel 1961, il Vigilante era il più pesante velivolo imbarcato, con le sue ben 34 tonnellate di peso massimo!
La scuola americana di progettazione era rivelata dalla forma in pianta dell'ala, piuttosto corta, con una buona freccia e con una evidente rastremazione. Non c'erano alettoni per il governo del rollìo, ma ad esso provvedevano dei diruttori sul ventre e sul dorso dell'ala alle basse velocità e la manovra differenziale dei piani orizzontali di coda, che erano in un sol pezzo, alle alte velocità. Anche la deriva non aveva timone e ruotava integralmente intorno ad un asse circa verticale.
Per la struttura, di tipo tradizionale a guscio, furono impiegate per la prima volta leghe di alluminio e litio.
I motori, i famosi General Electric J-79 che equipaggiavano anche il Phantom e l'F-104 (conoscenza italiana!), erano dotati di prese d'aria a geometria variabile, cosa non nuova per l'epoca, quello che era nuovo era il tipo di presa rettangolare, anche detta 2-D, cioè le linee del flusso d'aria al suo interno erano contenute in superfici piane e le interazioni nella terza direzione erano trascurabili, al contrario di quanto accadeva sul MIG 21, sul British Electric Lightning e sul Lockheed Starfighter in cui i flussi avevano un andamento conico-cilindrico. La soluzione è stata poi ripresa su diversi altri progetti più moderni, come il Grumman Tomcat, il McDonnell-Douglas Hornet (-E/-F), l'Eurofighter Typhoon e diversi aerei russi.
Per la missione di ricognizione, il Vigilante fu dotato di avionica specifica e di un pod sotto la fusoliera contenente macchine fotografiche e sensori vari di alte prestazioni; esso ebbe ECM attive e passive che nel frattempo stavano diventando dotazione standard per gli aerei da guerra. Sotto l'ala era installabile finanche un pod di flash che si autoalimentava con una turbinetta mossa dal vento relativo.
I primi anni di servizio, come bombardiere, videro un velivolo non pienamente efficiente a causa di difficoltà di messa a punto nel sistema di sgancio del carico bellico; si può allora stabilire una seconda data di inizio del servizio, per il Vigilante, cioè quando, nel 1964, iniziò ad operare la versione RA-5C da ricognizione, che, invece, fu pienamente valida ed operò per ben quindici anni, non pochi per in un periodo di rapida evoluzione tecnica, militare e politica. Il Vigilante fu ritirato dal servizio nel 1979, non per obsolescenza operativa, quanto per i suoi elevati costi di gestione, in un'epoca in cui la Marina tendeva ad usare pochi tipi di velivolo con capacità multiruolo.
Peccato che tutto finisca, il Vigilante era veramente bello.


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